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Luigi Colla a Valerio
mostra dettagli 12:04 (4 ore fa)
Cercherò di rispondere come posso alle molteplici domande che lei si è posto e mi ha posto, magari non proprio in ordine come vorrei ma vado a memoria, quindi la prego di scusarmi. Anzi vorrei che il nostro sia un dialogo su alcuni argomenti di cui ora io le propongo uno schema per me risolutore quanto basta, ma che certo non pretendo di proporre come verità assoluta.
Ma andiamo con ordine.
Tutto ciò che ho scritto, è avvenuto in seguito ad un fenomeno che il Signore dichiarò poi come un miracolo avvenuto nell’ambito della mia famiglia.
Questo miracolo si espresse compiutamente attraverso la scrittura automatica.
Io nell’arco di due anni, proposi al Signore delle domande e lui mi rispose.
Naturalmente anche questo fatto è opinabile poiché giustamente la verità la possiede solo il grande Schopenhauer, tuttavia, approfittando del favorevole periodo storico, per cui l’inquisizione – almeno da noi – è stata accantonata ho pubblicato quanto ho ricevuto.
Ma mi scusi, non voglio proprio lasciarmi trascinare da un sarcasmo inutile, so bene che lei ha espresso il proprio pensiero in buona fede come ora cercherò di esprimere il mio.
1° punto. – Lei è giustamente perplesso sul fatto che il Signore si esprima solo attraverso poche persone e lasci tutti gli altri allo scuro. Ma qui bisogna intenderci, o accettiamo che la creazione abbia un senso, e allora possiamo anche impegnarci a scoprirlo, oppure partiamo dal classico concetto dell’uguaglianza sociale, per cui tutti debbono essere sullo stesso piano e se ciò non avviene è comunque un fatto ingiusto. lei sa che non è così. Se si accetta che Dio abbia pensato un modo per produrre la felicità, si può anche accettare che in questo gioco esista un percorso in cui ognuno debba darsi da fare per giungere alla fine, in questo senso è concepibile anche una disuguaglianza. Come dire, se ti propongo un quiz a premi, sarebbe illogico se in parte ti scrivessi il risultato. Di fatto, ognuno, deve costruirsi la propria maturità e solo alla fine, eventualmente godere della stessa. In questo senso non ci sono privilegiati ma solo un percorso da seguire. Detto questo è molto probabile che chi si ritiene avanti per certe nozioni, sia invece molto più indietro in altre cose. Perché in realtà è tutto un gioco di bilanci in cui la vera maturità dell’individuo non sta nell’aver guadagnato certa sapienza ( che anzi può a volte non servire o addirittura essere controproducente ) ma nel aver conquistato l’umiltà per porsi nella condizione di chiederla. ( Solo annullando noi stessi potremo iniziare a comprendere ed amare gli altri. )
Chi pensa di giungere alla verità solo da se stesso non vi giungerà mai.
2° punto – Capisco la sua perplessità quando cita alcuni brani biblici. ma sapesse quante volte ho detto e ripetuto: noi dobbiamo abituarci a guardare le cose dall’alto, se ci soffermiamo a puntualizzare il particolare, non potremo mai comprendere a pieno il significato profondo del disegno generale. In questo disegno il Signore ha raffigurato figure facili e difficili, ognuna dev’essere compresa e utilizzata da un utente che vive in un certo periodo storico, con la propria maturità, i propri costumi, il proprio modo di vedere. Come si può insegnare l’algebra a coloro che ancora non sanno fare una somma.
Con questo voglio dire, che in ogni momento si può dire solo ciò che la gente può comprendere, e per quei tempi, era già importante indicare l’esistenza di un Dio che premia e castiga, per condurre per mano un popolo primitivo che altrimenti avrebbe adorato esclusivamente il vitello d’oro come si indica in Sodoma e Gomorra, senza più nessun ritegno o paure.
L’antico testamento dev’essere quindi interpretato figurativamente e coglierne attraverso quelle storie, quegli avvenimenti, – d’altra parte di avvenimenti deprecabili sotto il profilo etico morale n’è piena la storia fino ai giorni nostri – coglierne dicevo, solo il significato saliente, come dire: il morale della favola. Naturalmente anche allora chi chiedeva di capire capiva.
In questo contesto va interpretato anche la storia del popolo ebraico, buono, che si salva dal Faraone cattivo, Beh… mi pare evidente che Mosè dovendo creare un seguito, utilizzò una storia – che nei suoi punti salienti è veramente accaduta – per dare a quel popolo un ideale da poter seguire, un ideale necessario senza il quale tutto è vano: la terra promessa che si conquista solo con il sacrificio e la costanza, non con l’anarchia, ma seguendo una legge che Mosè scrisse e propose come riferimento. Naturalmente il tempo passa e la storia cambia, si evolve, e noi non possiamo interpretarla alla lettera com’era interpretata allora, ma tra quelle righe possiamo scorgere la storia dell’umanità, che permane nella schiavitù del bisogno in una vita necessaria ma purtroppo piena di sacrifici, di sofferenze, e poche gioie, ma che anche noi, come un giorno fece il popolo ebraico, con la volontà, la preghiera e successivamente la fede, potremo raggiungere la nostra terra promessa: un luogo dove non ci sarà più sofferenza ma gioia, un luogo nel quale, proprio in virtù che esiste ed esisterà sempre un mondo materiale parallelo, potremo, – noi che abbiamo superato il gioco – proporci in aiuto a coloro che ancora soffrono, naturalmente non più come spiriti che devono santificarsi con il sacrificio, ma come spiriti che attraverso la sofferenza si sono santificati. (Come lo Spirito santo che ora assiste tutti noi.)
3° punto – Non pensi che ci sia un Dio, mio o suo, un Dio dell’antico testamento e uno del nuovo, che si chiami Budda o Allah. Queste concezioni sono primitive, che fanno parte di religioni istruite da uomini. La validità di queste, non va intesa nella personalizzazione del Dio proposto.
I codici nelle varie religioni sono tutti utili quando propongono l’amore verso il prossimo, quando propongono l’altruismo, quando in qualche modo portano ad alleviare la sofferenza altrui, quando aiutano a comprendere la nostra missione ed esistenza. Altrimenti sono codici utilitaristici, messi per la semplice strumentalizzazione degli ingenui. La parte migliore di queste religioni, viene proposta quando conduce per mano – tenendo conto dei vari costumi, storia e mentalità – la gente non ancora autosufficiente a compiere un passaggio comunque difficile da comprendere nella sua completezza.
Dovremmo tutti, un giorno pensare ad Un Dio unico. Non però ad un Dio autonomo, che vuole ed esige solo il bene e la felicità per se stesso, ma ad un Dio che con il proprio spirito comprende anche tutti noi. Dobbiamo capire che noi non siamo ciò che vediamo e che crediamo d’essere, ma siamo solo unicamente parte dello spirito di Dio. E’ evidente che essendo solo parte non riusciamo a comprendere tutto, ma anche questo è una regola del gioco, un giorno, quando avremo superato questa necessaria prova, comprenderemo chi veramente siamo, e per questo gioiremo.
( Tu non sai cos’è la gioia. Non preoccuparti, quando sarai con me la conoscerai. La gioia è grande, è immensa. La sofferenza è tanta ma ha una
diversa intensità è concepita in modo diverso. La sofferenza è scontata ma la
gioia è attesa, è bramata e quando arriva è così gratificante, in un modo che non puoi capire ).
4° punto – Mi chiedi perché nei miei libri non menziono mai la Madonna. Si è scritto così tanto e bene di Maria, che avrei timore di non essere sufficentemente esauriente. Lo sai anche tu quanto bene faccia e procuri ogni giorno questa bellissima figura e da quanta gente sia seguita. Chi meglio di lei che rappresenta la mamma che noi tutti vorremmo sempre avere vicino, potrebbe dare la consolazione necessaria a tante pene, a tante sofferenze, chi meglio di lei potrebbe offrire la speranza che consola questa nostra vita travagliata e stanca.
Un giorno può darsi che scriva un libro anche sulla Madonna ma di lei è già stato molto scritto. Ma soprattutto, Dio, ha voluto che fosse rappresentata nel mondo così come essa è: la nostra grande madre consolatrice.
Ebbene, Valerio, io e te abbiamo la stessa età, insomma, più o meno, e credimi vorrei veramente che tu giungessi a comprendere quello che in fondo hai sempre cercato. Ma ti prego, non avere fretta rischiando di fare giudizi sommari. Vedi, di tempo ne abbiamo, qualcosa ho cercato di scriverlo oggi ( non tutto ) altre cose se tu vorrai ne potremo parlare più avanti. Ma tu non dare nulla per scontato, ma tieni sempre il discorso aperto.
Tieni presente che non ci potranno mai essere certezze, ma solo teorie più o meno plausibili. Certo, alla fine potranno anche essere scartate ma credo, vadino comunque discusse. Credo a presto, Luigi.